Il diavolo è nelle clausole

Dopo un anno di battaglie con i vescovi e decine di denunce per violazione della libertà religiosa, il dipartimento della Salute di Barack Obama ha annunciato una modifica alla norma per cui tutte le istituzioni di natura religiosa (scuole, ospedali, università: tutto tranne i luoghi di culto in senso stretto) devono garantire ai dipendenti l’accesso ai contraccettivi, dunque violare la propria coscienza.
5 AGO 20
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Dopo un anno di battaglie con i vescovi e decine di denunce per violazione della libertà religiosa, il dipartimento della Salute di Barack Obama ha annunciato una modifica alla norma per cui tutte le istituzioni di natura religiosa (scuole, ospedali, università: tutto tranne i luoghi di culto in senso stretto) devono garantire ai dipendenti l’accesso ai contraccettivi, dunque violare la propria coscienza. Le nuove linee guida da una parte estendono la definizione di “istituzione religiosa” anche agli enti non strettamente legati al culto, dall’altra garantiscono che tutti i dipendenti che lo desiderano possano avere accesso gratuito ai contraccettivi. Pace fatta? No. Innanzitutto: chi paga il surplus della polizza per chi sceglie di includere i contraccettivi? Le compagnie assicurative, risponde il governo, come se gli assicuratori fossero enti caritatevoli. Più probabilmente sarà il premio medio dei dipendenti ad aumentare. La riforma esclude anche le aziende private che per motivi religiosi non vogliono includere i contraccetivi nella copertura. La conferenza episcopale ha preso tempo per scrutare i dettagli, ma il Becket Fund for Religious Liberty, che rappresenta gli enti che hanno querelato l’Amministrazione, li ha studiati al volo e ci ha trovato il diavolo: “Le nuove regole non fanno nulla per proteggere la libertà religiosa”.